
In merito alla riapertura del Ponte Nuovo, ritengo corretto rilevare che è giusto rendere “A Luca quel che è di Luca”. Più precisamente mi riferisco all’ex vicesindaco ed assessore Luca Zanotto, che con grande senso di responsabilità e lungimiranza nella precedente amministrazione Sboarina, avviò innanzitutto un lavoro di monitoraggio e verifica dello stato dei ponti di Verona. Da tutto ciò emerse in particolar la situazione allarmante del Ponte Nuovo, su cui era evidente la necessità di avviare in tempi celeri un progetto di messa in sicurezza.

Se non fosse partita quella iniziativa di buon senso, ora nessuno sarebbe qua a brindare al ponte sistemato e messo in sicurezza. Le immagini di allora ci ricordano inoltre che ci si trovava in un momento non certo semplice per le amministrazioni pubbliche, compresa quella di Verona e cioè in piena così detta “Emergenza Covid-19”, anche se preferisco chiamarla “Pseudopandemia”, ma quella è un’altra questione.

La domanda che dopo quattro anni di lavori per la sistemazione del famigerato Ponte Nuovo, viene però da porsi e da porre è: chi si sarebbe mai messo a “perdere tempo” andando con il gommone e con i droni ad osservare la situazione sotto i ponti cittadini? L’opposizione di sinistra o l’ex sindaco Flavio Tosi, che ha governato per dieci anni il municipio, per incalzare il sindaco Sboarina e la sua giunta?
Ebbene no, si prese la briga l’allora vicesindaco, nonché assessore ai Lavori Pubblici e Viabilità Luca Zanotto, con un grande senso di responsabilità, lungimiranza buon senso. Il resto è noia.
A Luca, quel che è di Luca.
