Vito Comencini

La scuola italiana, come molti settori in cui la Rivoluzione ha spopolato e spopola con la propria propaganda ideoligica, è un perfetto esempio di quanto sia dura la battaglia per affermare il Diritto Naturale rispetto a quello Positivo. Nel mondo dell’istruzione il positivismo cerca di affermare e quindi sostenere l’insostenibile, dal punto di vista della Ragione, della Fede e della Natura. Mi riferisco ad esempio alle così dette “carriere alias” e quindi al concetto di “fluidità”, che è in perfetta continuità con la logica relativista di rivoluzioni, come quella dei costumi, sessuale e familiare, che sembrano oramai un qualcosa di normale ed accettabile. La “scuola italiota” più che italiana, è perciò il “campo di addestramento” delle nuove ideologie come quella Lgbtq, Gender, Climatica ecc.. Contrastare tutto  ciò non è certo una passeggiata e n on è da tutti, ma è doveroso ed indispensabile che qualcuno lo faccia, per coltivare al contrario dei semi sani per la Controrivoluzione, che prima o poi, con la Pace e/o con la Forza, dovranno crescere e rigenerare la Civlità Classico Cristiana. Un compito arduo in particolar modo è quello degli insegnanti cattolici, per davvero, che si trovano spesso isolati, perseguitati e vessati dal sistema, che non tollera alcun tipo di dissenso, rispetto al “politicamente corretto” che cerca in tutti i modi di imporre. Assieme a loro i genitori e più in generale le famiglie, già spesso travolte o per lo meno indebolite dalla decadenza valoriale, morale, etica e sociale che le rivoluzioni hanno condotto con grande spietatezza. Emerge perciò ancor più con forza il ruolo di pilastro del pater familia, da una parte e della donna di famiglia custode della casa dall’altra, che sappiano trovare nella Fede e nella Speranza, le loro ancore resistenziali.

L’attacco alla donna lo conosciamo bene e ne vediamo quotidianamente gli effetti, che smascherano l’ormai scricchiolante propaganda emancipazionista. “Voglio una donna con la gonna”, recita una canzone di Vecchioni, scritta e cantata prima che anche lui si perdesse nei meandri dell’illusione della felicità legata al successo, al piacere, ai soldi ecc.. Per ciò che riguarda invece il “Buon Padre di Famiglia”, è evidente che la rivoluzione divorzista non è bastata per qualcuno a fare una marea di danni ed ora cercano di portare avanti a spron battuto la lotta contro il così detto “Patriarcato”, arrivando quindi a demonizzare in ogni modo ed in ogni luogo non solo la figura paterna, ma anche in generale quella maschile e quindi l’ordine delle cose. Ancora una volta si vuol  far passare il messaggio che le gerarchie siano qualcosa di cattivo e ingiusto. Tutto ciò ritengo si rifletta anche nella scuola, dove gli insegnanti o sposano certe ideologie o devonono essere attaccati, vessati, denigrati e chi più ne ha più ne metta, non solo dai colleghi docenti, ma anche dagli alunni e talvolta dai genitori. L’autorità insomma sembra non avere più diritto al rispetto, come in passato è sempre avvenuto, ma diventa quasi qualcosa di fluido, a cui poter dare tranquillamente del tu o magari anche mandare a quel paese. Ho perciò una grande ammirazione per chi si dedica alla professione scolastica, trovandosi ad affrontare una marea di ingiustizie e sopprusi di ogni genere. Ma il loro piccolo, grande sacrificio, è come un mattone che prepara le fondamenta per la rinascita della nostra Civiltà.