Di fronte ad un verbale di infrazione per divieto di sosta, disciplinato dall’articolo 158 Codice della strada (D.lgs. 30 aprile 1992, n. 285) “Divieto di fermata e di sosta dei veicoli”, molti cittadini più o meno sorpresi nel trovare il foglietto sul tergicristallo, reagiscono semplicemente con rassegnazione e decidendo perciò di pagare immediatamente o quasi la sanzione, magari in forma ridotta. Si tratta di una scelta più che comprensibile e legittima, ma spesso anche troppo affrettata e superficiale. In molti casi la polizia locale che emette il verbale di accertamento non prende minimamente in considerazione vari aspetti che potrebbero inficiare la legittimità dell’emissione della sanzione amministrativa. Vi sono infatti molti aspetti non secondari che possono essere rilevanti in tal senso, come la segnaletica orizzontale scolorita e/o ingannevole, la segnaletica verticale non posizionata regolarmente e/o poco chiara, la titolarità dell’area di sosta ecc.. Tutti elementi che se presi in debita considerazione, possono tal volta portare all’opportunità di rivolgersi ad un legale, a siti specializzati di assistenza ai ricorsi o anche semplicemente a decidere di presentare ricorso autonomamente come cittadini al Comune in via di autotutela, al Prefetto o al Giudice di Pace.

A titolo esemplificativo riporto un caso capitato recentemente al sottoscritto presso il Comune di Orio al Serio (Bergamo), la cui decisione del GDP è finita anche su alcuni giornali locali online, che potrete trovare su internet e che ritengo interessante e mi auguro anche magari utile a chi possa malauguratamente capitare in situazioni simili. Il tema della sosta selvaggia a quanto pare, si ripropone spesso attorno a Orio al Serio e con una certa frequenza. Nel mio caso si tratta di un fatto avvenuto nell’agosto 2024. Quel giorno dovevo prendere un volo e rimanere via per due settimane. Arrivato a Orio, in Via Aeroporto, notato un ampio terreno “sterrato” con già parcheggiate varie auto. Caso vuole che in quel momento nessuna delle macchine in sosta avesse multe inserite sotto i tergicristalli. Mi sono guardato intorno e non c’erano infatti cartelli di divieto, recinzioni o guardrail. Allora ho parcheggiato anch’io, convinto che lo si potesse tranquillamente e sono partito con l’aereo.


Al ritorno, dopo circa dieci giorni, l’amara sorpresa. Sul parabrezza, la polizia locale di Orio al Serio aveva lasciato otto verbali. Così me ne sono tornato a casa amareggiato e con le multe, ma poi, a mente fredda, mi è sembrato ingiusto e ho deciso di impugnarle. Innanzitutto le ho contestate al Comune, che però ha bocciato superficialmente le mie argomentazioni. Poi, alla Prefettura: medesimo esito negativo.

A quel punto, mi sono rivolto al giudice di pace di Bergamo, che due mesi fa si è espresso a mio favore. Non avendo versato subito l’importo delle sanzioni, rischiavo di dover pagare quasi 800 euro. Il giudice di pace ha invece accolto il mio ricorso, affermando che anche solo ”l’incomprensibile e contraddittoria motivazione riportata dai verbali li rende impugnabili”. Il verbale mi contestava di “avere lasciato in sosta il veicolo sulla carreggiata sulle banchine salvo diversa segnalazione”, ma il GDP di Bergamo ha sentenziato che la frase non ha nessun senso “È, infatti, indiscutibile che la carreggiata è cosa diversa dalla banchina e che, se il veicolo era in sosta sulla carreggiata, non lo poteva essere sulle banchine”. Il giudice ha inoltre affermato che di fronte a una simile spiegazione, “non vi è alcun dubbio” che il cittadino non sia in grado di comprendere “quale comportamento gli sia contestato e, quindi, non è in grado di impostare un’adeguata difesa”. Richiamando il Codice della strada e la giurisprudenza, il Giudice di Pace ha quindi ribadito la definizione di “banchina”, per dire che il terreno ove avevo parcheggiato, senza segnaletica verticale adeguata e senza delimitazioni, non può essere considerato tale.

Elemento preso in considerazione per la decisione è stata poi anche la buona fede, non essendo io della zona e quindi non potendo essere a conoscenza di una situazione così particolare. Il giudice ha quindi annullato le otto multe per divieto di sosta inflitte a due passi dall’aeroporto di Orio al Serio, con il Comune e la Prefettura condannati a pagare in solido 600 euro di spese legali. Va poi considerato che il Comune di Orio, era contumace in giudizio, mentre la Prefettura, si è limitata a fare avere al tribunale una “tardiva memoria di costituzione”.
Ribadisco perciò il consiglio di non affrettarsi sulla decisione di pagare questa tipologia di sanzioni amministrative. Meglio sempre prima verificare la legittimità, magari con l’ausilio di un esperto.
