
Davide Lovat, eletto in consiglio regionale per la lista Szumski Resistere Veneto, è un identitario coerente e coraggioso. In un’intervista rilasciata a Il Mattino di Padova nei giorni scorsi, si è più precisamente definito “..indipendentista veneto di lungo corso che collabora con catalani, scozzesi, fiamminghi; un cattolico tradizionale e integrale che crede nella dottrina e si sforza di tradurla nella vita quotidiana; un avversario della società del controllo, deriva del capitalismo finanziario, che esige comportamenti coatti e mina le libertà costituzionali”. Lovat ha due lauree, ha scritto diversi libri e svolto moltissime conferenze conferenze. Non è balordo che le spara grosse, ma un uomo libero che si oppone al sistema.

In merito alla così detta “Pseudopandemia” , Davide Lovat ha precistao che “non sono un negazionista… e in ogni caso attraverso la malattia ho sviluppato gli anticorpi. Ho fiducia nei medici, mi hanno curato bene, quello anti-Covid, però, più che un vaccino immunizzante, era un farmaco sperimentale, privo dei test necessari. L’ho respinto e lo rifarei, non per questioni di principio, ma in nome della libertà di scelta. È vero, invece, che sono stato un convinto No Green Pass”.

Nel veronese da diversi anni collabora proficuamente con l’on. Vito Comencini e da un paio di anni anche con l’associazione fondata da quest’ultimo Popolo Veneto. Si prospetta perciò anche in futuro un’ulteriore azione di squadra per proseguire le battaglie comuni, per la libertà dei veneti in primis.