Vito Comencini

Luca Guarda e Mirella Cocco candidati alle elezioni regionali per la lista Szumski Resistere Veneto, assieme al presidente dell’associazione Popolo Veneto Vito Comencini hanno tenuto un punto stampa davanti all’ingresso della Fondazione Arena di Verona, per dire basta alla russofobia dilagante anche nel mondo della cultura e dell’arte.

Luca Guarda ha presentato un esposto presso la Procura della Repubblica di Verona, per chiedere di indagare sulle azioni discriminatorie e persecutorie, che hanno portato all’annullamento dell’esibizione del cantante lirico russo Ildar Abdrazakov a Teatro Filarmonico di Verona, ma un anno fa già al Teatro San Carlo di Napoli.

Il 6 novembre diversi quotidiani online hanno dato la notizia secondo cui è stata annullata l’esibizione del  noto baritono russo, di fama internazionale Ildrab Abrazakov, che doveva esibirsi al Teatro Filarmonico di Verona, in Italia, il 18, 21, 23 e 25 gennaio 2026.

Tale decisione sarebbe stata presa dalla Fondazione Arena in seguito a varie pressioni politiche ricevute in particolar modo dal ministro della cultura Alessandro Giuli, che ha poi dichiarato “Approvo la scelta del Teatro Filarmonico di Verona, che ha annullato l’esibizione di Ildar Abdrazakov. Non si tratta principalmente d’una questione di sicurezza, pur importantissima: le arti e più in generale la cultura russa, al pari delle altre, sono sempre benvenute in Italia quando rappresentano un veicolo di dialogo e pacificazione fra i popoli. Non così, invece, quando diventano lo strumento di propaganda al servizio di un potere dispotico che non può e non deve avere diritto di cittadinanza nel mondo libero” e dall’eurodeputata Pina Picerno, che già un anno fa era intervenuta imponendo al sindaco Manfredi di cacciare il tenore russo Ildar Abdrazakov dal Teatro San Carlo di Napoli.

La vicenda veronese si inserisce così in un contesto più ampio, che vede le istituzioni culturali confrontarsi con la difficile linea di confine tra libertà artistica e responsabilità etica e politica. Resta il fatto che Ildar Abdrazakov, al di là delle polemiche, è un interprete di grande prestigio, molto amato dal pubblico italiano, che – a partire dalla vittoria al Concorso Callas di Parma nel 2000 – lo ha seguito e applaudito in numerose produzioni.

I promotori della denuncia, ritengono che al di là delle polemiche politiche sia in atto, come nel caso oggetto di denuncia, una violazione dell’art. 604 bis c.p., in quanto il sig. Ildrab Abrazakov è stato escluso dal potersi esibire al Teatro Filarmonico di Verona, come accaduto in precedenza al Teatro San Carlo di Napoli, semplicemente perché cittadino russo, quindi discriminato per la sua nazionalità, violando così il comma 1 lett. a) del suddetto articolo del Codice Penale, che vieta e persegue gli atti di “discriminazione per motivi razziali, etnici, nazionali o religiosi”.

Ritengono quindi vi sia stata una violazione della Carta dei diritti fondamentali dell’Unione Europea ed in particolar modo l’articolo 21, che vieta “qualsiasi forma di discriminazione fondata, in particolare, sul sesso, la razza, il colore della pelle o l’origine etnica o sociale, le caratteristiche genetiche, la lingua, la religione o le convinzioni personali, le opinioni politiche o di qualsiasi altra natura, l’appartenenza ad una minoranza nazionale, il patrimonio, la nascita, la disabilità, l’età o l’orientamento sessuale” e che prevede che “nell’ambito d’applicazione dei trattati e fatte salve disposizioni specifiche in essi contenute, è vietata qualsiasi discriminazione in base alla nazionalità”.

L’art. 3 della nostra Costituzione prevede che “Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali”. Potrebbe inoltre essere accertato anche il reato previsto dall’art. 612 bis c.p. e cioè i così detti atti persecutori, di cui Abdrazakov sarebbe vittima da alcuni anni, non potendosi più nemmeno esibire e quindi lavorare in Italia.