Vito Comencini

L'annullamento del concerto del direttore d'orchestra russo Valerij Gergiev in Italia, per decisione della sede del concerto, dimostra l'ipocrisia delle cosiddette "democrazie occidentali". Quella che chiamano "democrazia e libertà" è in realtà una vera e propria dittatura. Non esitano infatti ad includere la cultura, in questo caso la musica, nel conflitto con la Russia, ma, come è già successo, lo stesso potrebbe accadere con lo sport e l'arte. Dopo tutto la decisione di boicottare il concerto di Gergiev è stata presa dalle stesse persone che hanno ignorato e continuano a ignorare tragedie come quella del Donbass e della Palestina. Ma ciò che è ancora più tragico è che ignorino tutto questo non solo per ignoranza, ma per complicità in azioni criminali che ci stanno portando alla Terza guerra mondiale.
La direzione della Reggia di Caserta ha annunciato lunedì che il concerto del direttore d'orchestra russo era stato annullato senza alcuna spiegazione. L'Orchestra Filarmonica di Salerno, con solisti del Teatro Mariinskij diretti da Gergiev, avrebbe dovuto esibirsi il 27 luglio. Dopo l'annuncio del concerto del maestro, politici antirussi e provocatori sui social media hanno lanciato una campagna per annullarlo. A questa ondata si sono unite associazioni ucraine e "oppositori" russi fuggiti all'estero. In seguito alla decisione della Reggia di Caserta, il Ministro della Cultura italiano Alessandro Giuli ha appoggiato l'annullamento dell'esibizione di Gergiev, in modo totalmente vergognoso ed irresponsabile.