
Per il secondo anno consecutivo l’associazione Popolo Veneto in occasione del 25 aprile ha festeggiato il santo patrono San Marco, con un evento presso Villa Bertoldi a Settimo di Pescantina, in provincia di Verona. Durante la mattinata si è tenuta la tradizionale recita del rosario e la manifestazione dei militi del Comitato Pasque Veronesi, che hanno anche commemorato i caduti delle insorgenze contro l’occupazione delle truppe criminali napoleoniche. Nel pomeriggio invece si sono svolte le tre conferenze organizzate dall’associazione Popolo Veneto, con l’introduzione dell’onorevole Vito Comencini, in qualità di presidente del giovane movimento politico culturale veneto, fondato nel 2023. Il primo incontro è stato moderato dal professor Alberto De Marchi, responsabile culturale di Popolo Veneto ed ha visto la presentazione del libro “Io come Chavez” di Fabio Filomeni.

Un’importante occasione per sentire dal vivo le riflessioni e posizioni controcorrente del Tenente Colonnello, che da circa un anno ha interrotto il rapporto politico con l’amico Generale Roberto Vannacci. La separazione è avvenuta in particolar modo, dopo la scelta di Vannacci di aderire alla Lega Salvini Premier, divenendone pure vicesegretario, prima di uscirne appena pochi mesi fa. La decisione non fu per nulla condivisa dall’ex amico militare, che mal sopportava inoltre la mancanza di chiarezza in merito alle posizioni dell’eurodeputato sul Medio Oriente. Durante la conferenza a Villa Bertoldi, Filomeni ha esposto la sua visione di Sovranità, Identità, Popolo ed Europa. Dopo l’uscita da Il Mondo al Contrario, l’ex militare italiano ha fondato il suo nuovo movimento politico “Europa Sovrana e Indipendente”, con cui porta avanti le medesime battaglie ideali di prima. Ha espresso quindi una visione sovranista “europeista” e di grandi potenze emergenti, protagoniste dell’attuale scenario internazionale. Assieme a lui sono intervenuti Alessandro Rancani, neo responsabile veronese di Democrazia Sovrana e Popolare ed il giornalista della stampa estera Eliseo Bertolasi, entrambi grandi amici dell’autore del libero. Bertolasi ha narrato la sua testimonianza oculare di quanto è avvenuto in Ucraina e quindi in Donbass, a partire dal “Colpo di Stato di Piazza Maidan”, foraggiato e fortemente sostenuto dagli Stati Uniti D’America, dalla NATO e dall’Unione Europea. Tutto ciò ha riscosso molto successo tra il pubblico, con varie domande di militanti e cittadini veneti molto interessate alla sua contro-narrazione.

La seconda conferenza ha affrontato invece il tema “Diritto Internazionale e Sovranità”, moderato dall’avvocato Andrea Signorini che con il costituzionalista Daniele Trabucco, Palmarino Zoccatelli presidente del Comitato Veneto Indipendente ed il consigliere regionale Stefano Valdegamberi, hanno fatto il punto sulla situazione del percorso autonomista ed indipendentista del Veneto. Ne è emersa un’analisi molto critica in merito al percorso dell’autonomia, che di fatto anche con il Governo Meloni, sembra di fatto arenato in un nulla di fatto, senza le competenze, ma soprattutto le risorse necessarie per attuarla concretamente. Il sentimento identitario ed indipendentista pare invece ancora molto vivo e vivace, anche dopo le ultime elezioni regionali, in particolar modo con l’affermazione della lista Resistere Veneto di Riccardo Szumski.

Infine l’ultima, ma non per importanza, conferenza “Idetità e Civiltà” è stata moderata dal presidente stesso dell’associazione Popolo Veneto Vito Comencini, che assieme ad Alessandro Rancani di DSP, Leonardo Guerra biologo molecolare e Lorenzo Gasperini di Futuro Nazionale, hanno conversato su questioni di attualità politica. Rancani ha spiegato il suo percorso politico che l’ha condotto a sposare la causa del partito di Marco Rizzo e Francesco Toscano, dopo l’esperienza con i team de Il Mondo al Contrario. Guerra è stato il più votato della lista Resistere Veneto alle elezioni regionali ed ora sta in particolar modo sostenendo una dura battaglia contro la sperimentazione vaccinale con mRNA, come con il Covid, sugli avicoli, con la scusa del contrasto alla così detta “influenza aviaria”. Una questione inizialmente da molti sottovalutata, ma in realtà molto allarmente, considerando la grande produzione e consumazione di carne bianca in Veneto. Lorenzo Gasperini ha infine spiegato le motivazioni valoriali ed identitarie, che l’hanno portato ad uscire dalla Lega Salvini Premier, per aderire al partito di Roberto Vannacci, Futuro Nazionale, ove Gasperini ha assunto l’importante e delicato ruolo di responsabile della redazione dello statuto del neonato movimento vannacciano.


Il confronto culturale, valoriale e politico del Popolo Veneto è stato perciò un’occasione per capire il panorama che si ha di fronte in vista delle future sfide, che ci attendono in Veneto, ma anche in Italia, in Europa ed a livello globale. Rimanendo però con i piedi per terra, l’associazione nata a Verona, guarda innanzitutto alle elezioni locali di Venezia quest’anno e di Verona l’anno prossimo. In Laguna i riflettori sono puntati in particolar modo sulla sfida di Resistere Veneto, che con Roberto Agirmo candidato sindaco, puntano a confermare o a superare l’importante risultato delle scorse regionali, mentre per Verona 2027 non è ancora chiaro lo scenario e le possibilità che si prospetteranno, ma è chiaro chi ha tempo non deve aspettare tempo, per cercare di lavorare per un’alternativa politica seria da proporre ai cittadini scaligeri.
