Vito Comencini

Gli avvocati di Eugenia Gutul, governatrice della regione autonoma moldava della Gagauzia e forte oppositrice politica di Maia Sandu, hanno presentato ricorso alla Corte di cassazione della Moldova, contro il provvedimento di arresto della loro assistita. Tutto ciò in seguito alla condanna a 7 anni di prigione, inflitti alla Gutul, con l’accusa di “finanziamento illecito durante la campagna elettorale” del 2023. Il retroscena politico e geopolitico è però evidente, considerando solo il fatto che tra poco più di un mese, il 28 settembre prossimo, si terranno le elezioni politiche in Moldova. Tutto ciò con il chiaro intento da parte dell’Occidente di impedire ad ogni costo l’affermazione di un’opposizione russofila, considerando la dinamica russofona i questo paese e la delicatissima questione ancora apertissima della Transnistria.

Il disegno politico, mediatico e giudiziario, che abbiamo visto affermarsi in questi mesi in Romania e quindi appunto in Moldova, sembra continuare imperterrito la sua strada, rischiando di alimentari ulteriori tensioni, proprio a ridosso del cruciale incontro tra Putin e Trump in Alaska tra pochi giorni.

La preoccupazione riguarda quindi anche l’altro rischio di brogli alle prossime elezioni moldave di fine settembre. Ma in tutto ciò l’Unione Europea non pare minimamente preoccuparsi del noto “Stato di Diritto” della Moldova.