Servitù di fognatura e di opere sul fondo servente: cosa prevede la legge e come potersi tutelare

In merito alle controversie di vicinato ed in particolar modo alla costituzione di servitù, è poco noto il caso della possibilità della servitù di fognatura. Vogliamo analizzare perciò questo caso, che riteniamo altresì interessante e da non sottovalutare, soprattutto da parte di chi si trovasse a dover affrontare fattispecie del genere. Va innanzitutto verificato tra le altre cose il rispetto dell’art. 889 c.c., che prevede per “chi vuole aprire pozzi, cisterne, fosse di latrina o concime presso il confine.. deve osservare la distanza di almeno due metri tra il confine e il punto più vicino del perimetro interno delle opere predette”.
Una Verona che reagisce

C’è una Verona che reagisce: 150 persone tra militanti e soprattutto residenti della zona limitrofa a Piazza Cittadella, ma anche accorsi da altri quartieri della città, si sono ritrovati il 9 luglio scorso in un presidio organizzato all’indomani dell’ultimo grave episodio di cronaca culminato in un tentato omicidio con un cavatappi.
Verona ritorna al Reale

l 27 giugno scorso a Verona si è tenuto il corteo denominato dai promotori “Ritorno al Reale”. Una manifestazione in difesa della famiglia naturale e della cultura cristiana, in antitesi con il così detto Pride . Il punto di ritrovo era all’Arco dei Gavi e nonostante sotto un sole cocente circa duecento manifestanti tra cui cattolici tradizionalisti, conservatori, esponenti di partiti politici, ma anche famiglie e cittadini comuni, hanno sfilato per le vie cittadine. Il corteo si è svolto in maniera pacifica, decoroso e composto. Dopo un discorso iniziale degli organizzatori Giovanni Rubini e Daniela Baldoria è inizia la camminata lungo Corso Cavour, in direzione Porta Palio.
Come difendersi dagli atti persecutori

A molte persone e spesso può capitare di divenire vittime dei così detti “atti persecutori” o per gli anglofoni “mobbing”. Persecuzioni che possono avvenire sul luogo di lavoro, ma anche nei pressi della propria abitazione, lungo la strada e per i più giovani a scuola o all’università ad esempio. Fatti spiacevoli, che possono portare però come purtroppo sappiamo anche a molto più gravi conseguenze psicologiche, morali, ma anche fisiche. Le suddette azioni non vanno perciò sottovalutate o semplicemente ignorate, soprattutto se avvengono con una certa frequenza ed assiduità. Insomma scegliere di “mettere la testa sotto la sabbia”, non è la scelta più opportuna e può addirittura rivelarsi, in certi particolari casi, molto rischiosa.
E l’eredità politica di Umberto Bossi?

A circa tre mesi dalla scomparsa di Umberto Bossi, sorge sempre più spontaneo chiedersi che fine ha fatto o farà la sua importante “eredità politica”. Mentre infatti la Lega Salvini è sempre più alla deriva e molto distante dalle storiche posizioni della Lega Nord, altri partiti, movimenti ed associazioni sorte negli ultimi anni in risposta alla svolta nazionalista, non sembrano prendere piede.
L’ora di una “Costituente Veneta”? Riccardo Szumski lancia il sasso..

Dopo il deludente risultato alle amministrative di Venezia, che hanno visto la lista Szumski Resistere Veneto, guidata dal candidato sindaco Roberto Agirmo, fermarsi all’1,30 %, arriva uno “slancio propositivo” all’ambiente “venetista”. Mi riferisco al post pubblicato sul profilo politico Facebook di Riccardo Szumski, con cui parla di “fase di dissolvimento”, che a suo dire starebbe portando “molti rappresentati territoriali a transfugare ad altri schieramenti”. Il riferimento pare seppur implicitamente rivolto ai vari approdi politici alla “Casa di Vannacci” e cioè Futuro Nazionale, che sta vedendo proprio in Veneto una grande adesione, grazie anche alla astuta tessitura messa in atto dal consigliere regionale Stefano Valdegamberi
Popolo Veneto ha festeggiato San Marco, con uno sguardo attento sulla politica attuale e futura

Per il secondo anno consecutivo l’associazione Popolo Veneto in occasione del 25 aprile ha festeggiato il santo patrono San Marco, con un evento presso Villa Bertoldi a Settimo di Pescantina, in provincia di Verona. Durante la mattinata si è tenuta la tradizionale recita del rosario e la manifestazione dei militi del Comitato Pasque Veronesi, che hanno anche commemorato i caduti delle insorgenze contro l’occupazione delle truppe criminali napoleoniche. Nel pomeriggio invece si sono svolte le tre conferenze organizzate dall’associazione Popolo Veneto, con l’introduzione dell’onorevole Vito Comencini, in qualità di presidente del giovane movimento politico culturale veneto, fondato nel 2023.
Sanzione amministrativa per divieto di sosta: prima di pagare meglio verificare, se è legittima

Di fronte ad un verbale di infrazione per divieto di sosta, articolo 158 Codice della strada (D.lgs. 30 aprile 1992, n. 285) “Divieto di fermata e di sosta dei veicoli, molti cittadini più o meno sorpresi nel trovare il foglietto sul tergicristallo, reagiscono semplicemente con rassegnazione e decidendo perciò di pagare immediatamente o quasi la sanzione. Scelta più che comprensibile, ma spesso anche troppo affrettata e superficiale. In molti casi la polizia locale che emette il verbale di accertamento non prende minimamente in considerazione vari aspetti che potrebbero inficiare la legittimità della sanzione. Vi sono infatti molti aspetti che possono essere rilevanti in tal senso, come la segnaletica orizzontale scolorita e/o ingannevole, la segnaletica verticale non posizionata regolarmente e/o poco chiara, la titolarità dell’area di sosta ecc.. Elementi che se presi in debita considerazione, possono portare all’opportunità di rivolgersi ad un legale, a siti specializzati di assistenza ai ricorsi o a decidere di presentare ricorso autonomamente al Comune in via di autotutela, al Prefetto o al Giudice di Pace.
A titolo esemplificativo riporto un caso capitato recentemente al sottoscritto presso il Comune di Orio al Serio (Bergamo), la cui decisione del GDP è finita anche su alcuni giornali locali online, che potrete trovare su internet e che ritengo interessante e mi auguro anche magari utile a chi possa malauguratamente capitare in situazioni simili.
Resistere Veneto alla prova del nove in Laguna

Dopo lo straordinario risultato alle elezioni regionali, che ha visto l’elezione di due consiglieri regionali Riccardo Szumski e Davide Lovat, in molti si sono chiesti e probabilmente ancora si chiedono quali saranno i prossimi passi ed sfide del movimento politico Resistere Veneto. Infatti mentre i due rappresentanti si dimostrano molto attivi e presenti in consiglio regionale, a ormai quasi sei mesi dalle elezioni venete, non si visto alcun passo verso una strutturazione e radicamento sul territorio, da parte del movimento antisistema. Viene perciò naturale chiedersi cosa aspettarsi ed osservare per capire il futuro politico di Suzmski e Lovat, ma anche di chi non è stato eletto e più in generale chi li ha sostenuti e votati alle regionali. Un chiaro banco di prova e cartina tornasole, sembrano essere le elezioni amministrative che si terranno i prossimi 24 e 25 maggio. In particolar modo gli occhi sono puntati sulla sfida di Venezia, dove la lista Resistere Veneto, si presenterà in una corsa solitaria con il simbolo del movimento di Riccardo Szumski, con lui stesso capolista e Roberto Agirmo candidato sindaco.
Boomerang referendario

Assieme a molti avvocati, giuristi e vari professionisti del settore abbiamo sostenuto convintamente il Si al referendum sulla riforma della giustizia, voluta dal Governo Meloni ed in particolar modo da Ministro Nordio. Più precisamente la consultazione popolare riguardava la riforma sull’organizzazione della magistratura, più che della giustizia, imperniata (a grandi linee) sulla separazione delle carriere dei magistrati requirenti e giudicanti (mediante la modifica degli artt. 87 – decimo comma – , 102 – primo comma – , 104, 105, 106 – terzo comma – , 107 – primo comma – e 110 della Costituzione), con due distinti organi d’autogoverno (Consiglio Superiore della Magistratura giudicante e Consiglio Superiore della Magistratura requirente). Con sorteggio da un elenco dei componenti togati dei due organi ed introduzione dell’Alta Corte Disciplinare, col compito di gestire i procedimenti contestativi nei confronti dei magistrati.